E’ un affermato professionista 50enne modenese, del tutto in salute, il probabile pioniere dell’estensione generalizzata del testamento biologico. L’uomo, nel timore di poter veder precipitare per qualsiasi motivo le proprie condizioni fisiche, ha nominato la moglie suo amministratore di sostegno. Come tale, la donna sarà garante della sua volontà di «non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico in caso di malattia allo stato terminale, malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante» che lo costringessero «a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione».Il decreto, che per la prima volta si applica a un uomo ancora nel pieno delle forze, porta la firma del giudice tutelare del Tribunale di Modena, Guido Stanzani. Lo stesso giudice che il 13 maggio di quest’anno, già aprendo la strada verso lo stop a cure invasive “salvavita”, affidò al marito di una malata di Sla il mandato di rispettare il suo volere di non essere tracheotomizzata. «La moglie del mio assistito è autorizzata a negare il consenso a terapie invasive non volute in caso di incidenti o malattie invalidanti, per non trovarsi in una situazione simile a quella di Eluana Englaro» conferma l’avvocato del professionista, Maria Grazia Scacchetti. Il decreto apre una procedura. Non è infatti irreversibile: l’uomo potrà tornare sui suoi passi e comunicare il cambiamento della sua volontà al giudice tutelare, anche con un sms o per telefono». Il giudice Stanzani definisce «non ordinarie» le terapie che solo determinati specialisti possono attuare, con «mezzi messi a punto dalla tecnologia solo da alcuni lustri». Cure d’urgenza che si applicano per strappare alla morte, ma che, per il giudice, «forzano le regole dell’autodeterminazione, se è espressa una volontà contraria, e impediscono la fisiologica evoluzione di percorsi biologici».

Welby, Englaro, Nuvoli..sono solo i casi più ecclatanti di un problema che riguarda migliaia e migliaia di cittadini. Quella sul testamento biologico è una legge urgente e doverosa
Secondo Antonino Farabosco, presidente dell’Associazione Luca Coscioni a Modena e docente di genetica medica dell’università modese, il decreto è una via percorribile in attesa che il parlamento deliberi sul testamento biologico; la legge può infatti considerare tanti aspetti e situazioni che potrebbero non essere comprese in un decreto. Siamo pienamente d’accordo. Per noi Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna è una legge urgente, che va a regolamentare un ambito in cui vi è la necessità di fare chiarezza, o meglio vi è il bisogno di ridare all’essere umano, al cittadino, quel diritto di autodeterminazione e libertà di espressione della propria volontà che a causa di governi insensibili a queste realtà (ma più che mai sensibili ai dogmi vaticani e di movimenti annessi) sono diritti non ancora acquisiti da parte della popolazione italiana, quando in diversi paesi leggi in questa materia sono realtà da svariati anni. Per i Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna, che applaudono alla decisione del giudice ed alla determinazione di un cittadino di far valere i propri diritti, questo evento è un segno di cambiamento, un segno che non possiamo fermarci perché è proprio ora che le cose si possono cambiare, si devono cambiare! Perciò noi continueremo le nostre battaglie su questo fronte affinché i diritti del cittadino possano tornare ad essere una concreta consapevolezza ed una presente realtà, affinché chi lo desidera possa far rispettare la propria volontà per una morte dignitosa.
Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna

Grazie a questo Professionista, forse riusciranno a velocizzare l’iter per poter
morire con dignità sia per il malato che per i famigliari. La chiesa che fa sempre del moralismo, dovrebbe ricordare che l’amato Karol un gg. disse a causa della sua malattia “Non Accanitevi”
Riflattiamo da che pulpito è venuta la predica.
ROSA
Da: rosa su Sabato, 8 Novembre, 2008
alle 12:01
Esattamente così, forse riusciremo ad avere una legge che tuteli la dignità della persona, sia quella malata che coloro che sono accanto ad essa. Per quanto riguarda la chiesa, se si dovesse elencare le incoerenze che produce probabilmente passeremmo il resto del nostra vita a parlarne. La difesa dell’accanimento, e non della vita, è vergognoso, soprattutto se giustificato da un discorso di difesa della vita. Da un’istituzione che si è accanita contro tutto e tutti, che ha perseguitato diverse categorie sociali e non solo, che ha fatto morti su morti nel corso dei secoli, mi aspetterei un meno imbarazzante silenzio, giusto per fare una figura decente.
Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna – Laici, libertari, ecologisti
Da: Radicali di Sinistra Emilia Romagna su Lunedì, 10 Novembre, 2008
alle 5:19