Ferve il dibattito sui pubblici trasporti nel consiglio provinciale di Forlì-Cesena. Dibattito infiammato allorché si è affrontato l’ordine del giorno presentato dal capogruppo del PRC Piergiorgio Poeta che solleva il problema della convenzione stipulata fra Atr Forlì-Cesena e McDonald’s ed ha puntato l’indice contro il cibo dei cosiddetti “fast food” e le nuove abitudini alimentari di parte dei giovani che costituirebbero le cause e favorirebbero le cosiddette “patologie killer” come diabete, malattie vascolari ed altro. Una considerazione condensata in emendamento poi allegato all’ordine del giorno. Il capogruppo di AN/Pdl Vittorio Dall’Amore parla di un provvedimento “assurdo, un’azione contro natura pretendere che un’azienda di trasporto pubblico possa fornire indicazioni in tema di alimentazione! Qualcuno sta perdendo la bussola”. Forse proprio in virtù della quota pubblica dell’azienda, è fondamentale che le istituzioni facciano pressione affinché si possa portare avanti una linea guida di benessere psicofisico basato sull’uso dei mezzi pubblici accompagnato ad un’alimentazione sana. Evidentemente anche per AN gli interessi economici prevalgono sui valori di una vita equilibrata e sana per tutti i cittadini, specialmente i ragazzi che usufruiscono dell’abbonamento scolastico. L’assessore Maurizio Castagnoli ha confidato all’aula che la giunta ha già inviato all’Atr di Forlì-Cesena un documento che sottolinea “l’inopportunità assoluta dell’atto assunto, che si ritiene in contrasto con le politiche educative e alimentari portate avanti dalla stessa provincia e dall’opera di difesa dei prodotti locali e del territorio per confezionare la nostra gastronomia; per la riduzione del costo degli abbonamenti la Provincia si sta già adoperando, assieme agli altri enti locali”.
Questa è senz’altro una notizia che ci fa ben sperare, e noi Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna non possiamo che applaudire quando vediamo finalmente le autonomie locali che prendono la situazione in mano e fanno una scelta decisa sulla direzione verso cui vogliono portare il futuro del paese. Unica accorata difesa di McDonald’s, manco a dirlo, da parte del capogruppo di Forza Italia/Pdl Stefano Gagliardi che ha ricordato quanto sia necessario “seguire stili di vita e abitudini alimentari corretti senza necessariamente criminalizzare i ristoranti, ma semmai i prodotti che vi vengono somministrati: fermo restando che McDonald’s distribuisce carne di allevamento bovina Cremonini e carne avicola romagnola, accompagnata da frutta , verduta e formaggi del luogo! S’è fatta molta demagogia anti-americana e c’è ancora molta disinformazione”. Questa è senza dubbio la strumentalizzazione più vergognosa che si poteva fare a riguardo, visto che il contenuto della protesta sarebbe stato lo stesso anche nel caso in cui la catena in questione fosse stata olandese, per dire, e visto che la disinformazione, se c’è, è proprio su quello che realmente propina McDonald’s, sui metodi dell’azienda e sugli impatti ambientali. O forse il capogruppo Gagliardi vuole sottolineare come il mercato sia libero finché c’è da speculare ma allo stesso tempo non ricorda come bisogna chiudere le frontiere ai paesi emergenti, come la Cina, perché la loro concorrenza mette in crisi l’economia nazionale? Insomma, forse almeno nella demagogia gli esponenti del PdL dovrebbero essere minimamente coerenti. Tra l’altro non ci aspettavamo una difesa del genere da chi fa del patriottismo e della difesa delle realtà locali (insieme al movimento leghista) un altro slogan con cui imbambolare le masse degli elettori. Senza dimenticare, visto che lo cita, che il gruppo Cremonini, come emerge da un’inchiesta di “Report”, è indagato per frode, ha venduto capi di bestiame persino di 17 anni ad una famosa ditta italiana di omogeneizzati garantendoli come sotto i 24 mesi, ha ricevuto sovvenzioni dall’UE per esportare propri prodotti sui mercati di paesi “poveri” che in parte sono stati poi rispediti indietro dato che le locali autorità sanitarie li avevano classificati come non adatti al consumo umano dopo alcuni esami. Una vera garanzia della qualità di McDonald’s insomma. In tema di coerenza, persino il capogruppo del PD Daniele Zoffoli ha evidenziato “che sullo stesso argomento Forza Italia ha votato in maniera diametralmente opposta in consiglio comunale a Cesena”, poi ha aggiunto che “con questa convenzione s’è messo in pericolo tutto il cammino educativo in favore di una sana alimentazione che stiamo conducendo nelle scuole della provincia. Esistono modelli alimentari sbagliati e di fronte a questo siamo quotidianamente disarmati , se ci si mette anche l’Atr continuiamo a propagare il messaggio sbagliato. Verrebbe da dire: viva i libri, le biblioteche e viva il teatro. Questi gli interessi che una società pubblica dovrebbe sponsorizzare”.
E su questo non possiamo che essere concordi. Meglio tralasciare i commenti ad alcune esternazioni di altri esponenti della destra locale, come il vicecapogruppo del Gruppo della Libertà/Gruppo Misto Michele Rotilio Biserna: “un brivido sentire parlare di censura, come ha fatto qualche consigliere, in considerazione del fatto che viviamo in una società libera e di libero mercato” e Fabio Dellamotta di Forza Italia /Pdl: “Sono più pericolosi degli hamburger certi autisti del bus che guidano con telefono cellulare acceso”. Si commentano da soli. Al momento della votazione dell’emendamento presentato da Poeta, i consiglieri di Forza Italia/Pdl e Gruppo della Libertà sono usciti dall’aula, seguendo le orme del loro predecessore ora presidente, ed alla fine del dibattito l’ordine del giorno presentato da Poeta è stato purtroppo bocciato con 5 astenuti del Pd e gli altri consiglieri del Partito democratico che hanno scelto il voto contrario. Sullo stesso filone, anche dal consiglio regionale si levano proteste e perplessità. Il consigliere regionale Mezzetti sostiene: “Non si fa marketing sulla salute dell’infanzia. Singolare atteggiamento da parte di una azienda pubblica che è subordinata alle direttive degli Enti locali del bacino forlivese e cesenate”, ha commentato presentando all’Assemblea Legislativa una interrogazione nella quale chiede alla Giunta regionale di “valutare la compatibilità di questa iniziativa con le linee e gli indirizzi in materia di educazione alimentare dell’infanzia e dell’adolescenza della stessa Regione Emilia Romagna”. In Italia due bambini su dieci sono in sovrappeso, e nel resto del mondo sicuramente non si riscontrano cifre maggiormente confortanti. Proprio per una corretta educazione alimentare, In Inghilterra hanno reso obbligatori i corsi di cucina a scuola, con questa iniziativa si spera di porre freno all’ obesità infantile; negli Stati Uniti invece le principali industrie multinazionali si sono impegnate a ridurre il contenuto di grassi, zucchero e sale negli snacks venduti nelle scuole dopo la battaglia condotta dalla William J. Clinton Foundation dell’ex Presidente USA con la definizione di linee guida per garantire la qualità dei cibi destinati i giovani, combattere l’obesità e ridurne i costi per la sanità pubblica, linee guida che hanno coinvolto grandi gruppi multinazionali come Kraft Foods, Mars, Campbell Soup, Danone and PepsiCo.
La Regione Emilia Romagna, insieme a province e comuni, promuove da anni l’educazione alimentare a tutti i livelli e soprattutto per i bambini in età scolastica, maggiormente colpiti dalla pubblicità; in molte scuole il corpo insegnante lavora affinchè i ragazzi possano valorizzare maggiormente i cibi legati al territorio e siano maggiormente consapevoli dell’importanza di una “dieta” corretta. Queste sono iniziative che la Regione e tutti gli enti locali, comprese le aziende pubbliche di qualunque tipologia, devono portare avanti. “Credo che l’offerta alimentare proposta da catene di fast food come Mc Donald – afferma Mezzetti - non sia assolutamente compatibile con il modello proposto da tutte le iniziative di educazione alla salute messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna. E, dal momento che Atr, in quanto struttura strumentale degli Enti Locali competenti e subordinata alle direttive degli stessi non deve promuovere offerte che contrastino con valori e iniziative degli enti per i quali opera, mi sembra naturale richiede l’intervento della Giunta”. Non possiamo che essere d’accordo con lui, come già abbiamo sostenuto nei nostri precedenti comunicati sulla vicenda, sul fatto che il modello di dieta mediterranea, con il suo equilibrio nutrizionale e con il patrimonio culturale delle locali tipicità che si porta appresso, sia il solo da poter sponsorizzare ed incentivare, in confronto a questo quello di McDonald’s non è né compatibile né confrontabile, è semplicemente un modello economico e non alimentare. I Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna si vogliono battere affinché i cittadini di oggi e di domani vengano educati su degli stili di vita corretti, che possano portare al benessere sia del singolo che della collettività, oltre che dell’ambiente e dei diritti di animali e uomini.
Radicali di Sinistra dell’Emilia Romagna



